Oggi, dopo 12 anni, si conclude la mia collaborazione con Punto Informatico. E proprio nel giorno in cui lascio qualcosa con cui ho convissuto per un terzo della mia esistenza, mi piace pubblicare il primo articolo che scrissi per Punto Informatico, e che segnò il mio lungo sodalizio con i fratelli De Andreis.
Correva l'anno 1997 e....
"Che Internet stia cambiando, e con essa l'utilizzatore medio, non e' una grossa novità. Se fino a pochissimo tempo fa il popolo di Internet si sarebbe a dir poco scandalizzato nell'apprendere le nuove rotte commerciali della Rete, oggi in gran parte accetta con più serenità questa tendenza. Cercare il lucro in Rete non è più un'eresia, quindi, ma un adattarsi a ciò che inequivocabilmente sarà.
Chi, come me, proviene dal periodo pre-web, ovvero da prima che la tecnologia World Wide Web si diffondesse ed arrivasse ad identificarsi con Internet stessa, può meglio percepire quella che viene definita la "maturazione" della Rete. Una maturazione che, mi auguro, non sacrificherà ciò che finora ha contraddistinto la Rete da qualsiasi altro mezzo di comunicazione: piena libertà d'espressione, buone capacità di autoregolamentarsi, costi d'accesso "popolari".
Internet da sempre è stata caratterizzata dal non profit, concetto che in essa si disgiunge da quello classico di "volontariato". Il non profit della Rete non ha coscienza di se stesso, non è finalizzato ad un nobile scopo, ma è, direi, l'istinto umano dell'esprimersi per "essere", del partecipare per "avere". Questo è il propulsore primario del mondo del "freeware" e del "public domain" ed io spero possa essere ragione sufficiente perché la Rete continui, nel suo lungo cammino, a trattenere in se' anche queste sue cellule primordiali, queste sue radici che l'hanno finora sostenuta in assenza di governi, leggi, partiti, autorità.
Sulla Grande Rete hanno via via iniziato ad appoggiarsi microscopiche porzioni d'economia. Il business in Rete è già realtà e fra tracolli e piccoli successi si espanderà sempre più coinvolgendo un po' tutti. Pare che per ora i più lungimiranti in tal senso siano stati proprio quelli che per primi hanno stuzzicato l'opinione pubblica: i siti di materiale pornografico. Questi sono stati fra i primi ad introdurre servizi a pagamento e sistemi d'incasso on line per mezzo di carte di credito e per primi hanno raggiunto i profitti.
Anche i negozi virtuali non sono più una novità ed è ormai possibile acquistare in Rete quasi ogni genere di cose. Ma dai primi esperimenti di commercio elettronico ad oggi le cose sono senz'altro migliorate molto. La crittografia è la chiave primaria della svolta, un elemento fondamentale per rendere sicure le transazioni commerciali e non solo. Possiamo già vedere i risultati di tale svolta: moltissime banche offrono da tempo servizi informativi ai loro clienti e, fra queste, sono sempre più numerose quelle che sperimentano servizi più evoluti di "corporate banking" (servizi alle aziende) o, in minor misura, di "retail banking" (servizi ai privati).
L'interesse che aleggia intorno all'Internet banking è percepibile anche dal crescente numero di soluzioni hardware/software che ultimamente vengono sviluppate, come il recente Finance-Net di Telecom Italia e Microsoft. Naturalmente la banca elettronica è solo una componente, seppur assai importante, della rivoluzione in atto, rivoluzione che toccherà da vicino tutto il terziario ed aprirà la strada a nuove e più ricche forme di distribuzione dell'informazione e di contenuti multimediali, come la push technology e la TV interattiva.
Dopo quello della sicurezza, il problema più grosso di Internet resta quello della velocità. La larghezza di banda attuale non è più sufficiente per un mezzo di comunicazione che cresce ai ritmi di Internet. Per questo motivo diverse società americane e numerose università stanno progettando quella che viene chiamata "Internet 2", ovvero una rete ben più efficiente di quella attuale che connetta fra loro centri d'interesse economico e scientifico. Naturalmente si tratterà di un network con costi d'accesso ben precisi ed una sua regolamentazione interna dettata da un'autorità precostituita.
Nel frattempo diverse società hanno "reinventato" il concetto di rete creando network proprietari, detti Extranet, che collegano solo le società interessate, all'insegna del cosiddetto "business to business". Queste reti si rendono ora possibili grazie al bassissimo costo delle tecnologie hardware e software che già si utilizzano per Internet e all'affermazione delle reti locali basate su soluzioni Intranet.
Concludendo qui questo mio primo articolo, do appuntamento ai lettori di Punto Informatico alla prossima settimana con altri temi d'attualità o di particolare interesse".
3 commenti:
Oh caspita Ale, non avevo idea che tu avessi smesso di collaborare con PI? Che fai di bello adesso? Continui a fare il giornalista o cambi settore?
Lavoro come copywriter presso un'azienda che progetta e sviluppa sistemi perimetrali per la sicurezza. Il settore è diverso, ma i requisiti professionali non sono poi tanto diversi, soprattutto considerando che si parla pur sempre di un'azienda che opera nel campo hi-tech. Per il momento il lavoro è stimolante, e mi permette di uscire finalmente dalla monotonia del titolo-occhiello-notizia che da oltre un decennio ha scandito la mia esistenza :)
Bene, bene! Sono proprio felice per te! Però i tuoi articoli su PI mi mancheranno...
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